Monatsarchiv: Oktober 2011

Garibaldi e Pisacane

Giuseppe Garibaldi

Carlo Pisacane – Präsentation

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Regno Unito

Il Regno Unito erdkunde

Regno Unito


Apollo e Dafne (by Enrica D.)

…e si innamorò di colpo. Vide tutto rosa pieno di cuoricini, eh sì, Apollo si era di nuovo innamorato ! Naturalmente pensò subito: “Beh, io sono il più bello, sono il più forte e il più intelligente! Le donne mi corteggiano sia mortali che immortali. La terra mi adora!”
La bella Dafne si stava lavando le mani nel fiumicello quando, all’improvviso, vide un bel fanciullo dai capelli biondi, che portava in mano una rosa rossa.
“E quello chi è? Che cosa ci fa qui ?” si chiese Dafne e, come per risposta, Apollo le disse :
“Sono il grande Apollo ! Passavo per queste zone e volevo cacciare un bel maiale, ma io non sono un vero e proprio cacciatore per questo volevo chiederti …..se tu …… mi potresti magari aiutare a cacciare la bestia.” Disse con un sorriso invitante….Dafne lo guardò un po’ perplessa, ma poi rispose: “ Diciamo che forse ti potrei dare dei consigli, ma più non voglio avere a che fare con te…capito belloccio ?”
Apollo annuì ma tra se e se pensò “hey, lei sì che è bella tosta, ma io la conquisterò di sicuro !” E così i due giovani si misero in cammino. Con l’aiuto di Dafne ben presto ebbero cacciato l’animale. Cosi Apollo propose: “Perché non ci facciamo un bel pranzetto insieme, con una bella bistecca ? “ Ma Dafne rimase gelida.
“ Mi dispiace grande Apollo, ma io ti avevo detto di non voler fare nient’ altro tranne la caccia, non ti ricordi ? “ E cosi si girò e se ne andò via. Apollo rimase lì, da solo ma non perse la speranza. Le corse dietro e urlò: “ Dafne, perchè corri via ? Lo so che io ti piaccio come tu piaci a me ! Resta qui con me ! Ti supplico !!!”
Ma la donna correva e rispose bruscamente: “ Apollo, io amo la mia vita così com’ è, mi piace. Perchè devo aggiungerci proprio te? Io sto bene così. Mi dispiace Apollo.”
Apollo si fermò e guardò dispiaciuto Dafne correre via. Il cielo diventò nero e si sentirono dei tuoni fortissimi. Afrodite, che aveva seguito tutta la scena, si intristì a vedere Apollo così triste e solo. Voleva assolutamente aiutarlo ! Chiamò suo figlio Cupido, e gli ordinò di cercare Dafne e tirarle una delle sue famose frecce, per farla innamorare all’istante di Apollo. Cupido partì subito e appena la trovò, lanciò una delle frecce che si infilzò nel mezzo del cuore di Dafne, che si guardò intorno con un’aria sognante. Cupido sorrise felice e si diresse verso la sua mamma. Dafne corse indietro , là dove aveva visto l’ultima volta Apollo, nella speranza di ritrovarlo. Infatti stava ancora là Apollo, triste e senza alcuna speranza. Ma all’improvviso , sentì la voce di Dafne:
“APOLLOOO! Amore mio! Mi sono sbagliata, io non sono felice della mia vita perchè manchi TU !!!! Per favore, dammi un’ altra possibilità ! Tu sei la mia vita, voglio soltanto stare con te!”
Apollo guardò a bocca aperta la donna che corse verso di lui piangendo.
Apollo la accolse nelle sue braccia muscolose e la baciò sulla fronte. Afrodite che stava coccolando il suo piccolo figlio Cupido, sorrise felice. Aveva raggiunto quello che voleva.

Fine.☺


Apollo e Dafne (by Max)

 

 

….. se ne innamorò subito. Rimase ad osservarla ancora per lungo tempo. I capelli di Dafne volteggiavano insieme al vento, e gli occhi erano dello stesso colore del laghetto in cui lei si stava lavando. Dafne, dal laghetto, vide specchiato Apollo. Si girò lentamente verso di lui, e lo guardò negli occhi. Apollo volle dire qualcosa ma Dafne lo precedette. ‘ Perché mi guardi in quel modo? Mi ami?’. Apollo riuscì solamente a fare segno di sì con la testa. ‘ Allora ti dico subito che io non mi interesso di uomini e di amore, io sono solamente la dea delle onde e della pioggia’ continuò Dafne. ‘Ora devo andare a cacciare, per sacrificare animali e donarli alle piogge, quindi ritornatene là sopra nel mondo degli dei’. Apollo fece quello che Dafne gli aveva detto. Apollo decise di andare da Zeus, il più grande di tutti gli dei. Apollo parlò: ‘ Caro Zeus, mi potresti fare un favore? Mi sono innamorato della bellissima dea Dafne, solo che lei non può amare uomini, ed allora potresti fare sì che lei si innamori di me?’ Zeus lo guardò strabiliato e scoppiò a ridere. ‘ Ma le donne sono tutte uguali, cercatene un’altra più semplice da conquistare. Ti posso dare una delle mie donne, ne ho tante e belle’. Zeus era famoso per il suo comportamento verso le donne, credendo di essere una cosa migliore essendo un uomo. Apollo non si accontentò: ‘ Sì, ma io la amo come unica donna’. Zeus allora decise di spiegargli come fare:’ Va bene ragazzo, allora tu dovrai baciarla, ma dovrai metterti questa crema innamorante sulle labbra, e poi ti amerà’. Zeus porse una piccola bottiglietta ad Apollo, la crema innamorante. Apollo era contentissimo, ringraziò Zeus e partì per tornare dalla bellissima Dafne. Dafne aveva un arco con le frecce in mano e stava prendendo la mira, Apollo si sparse veloce la crema sulle labbra, la baciò sulle labbra con delicatezza. Dafne fece cadere l’arco per terra e rispose al bacio con forza. Dafne con questo bacio diventò la dea dell’amore: Afrodite.


Roma repubblicana (!!!!)

http://www.scuolascacchi.com/storia_antica/roma_repubblicana.htm

La costituzione repubblicana, che fu instaurata dopo l’abbattimento della monarchia, presenta l’aspetto seguente:

  • i consoli, in numero di due, eletti ogni anno dal popolo. Essi hanno le stesse attribuzioni del re, cioè i supremi poteri politici, militari e giudiziari, ma sono privi di prerogative religiose. Sono preceduti da dodici littori, che portano i fasci consolari, composti da verghe, da cui esce una scure. Nei momenti di grave pericolo si eleggeva, invece dei consoli, un dittatore, fornito di pieni poteri, che rimaneva in carica sei mesi. Egli era preceduto da 24 littori.
  • il senato, che ha come principale attribuzione quella di dare il proprio parere (senatus consultum) sulle questioni che gli vengono proposte da qualche magistrato superiore (come già aveva usato dare il proprio parere al re negli affari più gravi dello stato); ma poiché esso é un’assemblea permanente, costituita da uomini di famiglie potenti e ricche, mentre i magistrati che a lui si rivolgono rimangono generalmente in carica solo un  anno, la sua autorità equivale praticamente a un potere reale. Esso dà inoltre, nella politica interna, la propria sanzione alle deliberazioni delle assemblee popolari; e, nella politica estera, decide della pace e della guerra. I 100 senatori dell’inizio furono portati a 300, scelti forse anche tra i più ricchi plebei. I nuovi eletti presero il nome di Conscripti, mentre gli antichi conservarono quello di Patres, donde venne la formula allocutiva: Patres et conscripti.
  • i comizi centuriati, che hanno l’attribuzione di eleggere i consoli, i censori, i pretori, e in genere i magistrati superiori; di esercitare il potere legislativo mediante la Iex ma solo sopra alcune particolari materie e salvo la sanzione del senato, ecc.
  • I censori ripartivano le imposte fra i cittadini secondo il censo, compilavano la nota dei senatori, amministravano l’erario dello stato, ecc.
  • I pretori amministravano la giustizia, e, se necessario, sostituivano i consoli nel governo dello stato e nel comando dell’esercito.
  • i comizi curiati, che, avendo trasferito, fin dalla riforma di Servio Tullio, la maggior parte dei loro poteri ai comizi centuriati, si limitavano a ratificare l’elezione dei consoli e dei pretori.

Ecco in forma schematica l’ordinamento amministrativo della federazione romanotalica.
Roma:

  • i suoi cittadini godevano di pieni diritti, politici e civili.


Colonie:

  • le città fondate a difesa di luoghi di interesse strategico da cittadini romani (colonie romane) o latini (colonie latine); i loro abitanti avevano gli stessi diritti di tutti i cittadini romani. Le colonie consentivano ai cittadini più poveri di migliorare le loro condizioni di vita grazie al trasferimento lontano dalla madrepatria; di fatto, esse controllavano i territori e le popolazioni sconfitte e contribuirono grandemente ad assicurare a Roma la fedeltà delle regioni in cui si trovavano.


Municipi:

  • erano le città conquistate da Roma che conservavano però un‘ ampia autonomia amministrativa, governandosi da sé attraverso propri magistrati. I loro abitanti godevano degli stessi diritti civili dei Romani; non avevano, però, diritti politici e dovevano contribuire con truppe regolari alla difesa e offrire viveri, armi, carri e navi.


Soci:

  • città socie o alleate, legate a Roma da trattati di alleanza (foedera). In genere questi trattati riservavano a Roma le decisioni sulla pace e sulla guerra, ma lasciavano alle città la libertà di gestire come credevano i loro affari interni.

Roma II


Roma I

Colonie , municipi, soci